venerdì 27 luglio 2012

Uomini e Donne (i tronisti non c'entrano però!)


Premessa: questo vuole essere un post ironico che si basa solo ed esclusivamente sulle mie esperienze quindi invito sin da ora eventuali lettori permalosetti a non prenderla sul personale e farsi due risate.

Visto che ormai mi sono beccata la nomea di "quella che si fa il mondo intero" dalle mie amiche (Grazie, anche io vi voglio tanto bene!) tanto vale sfruttare la mia ormai decennale esperienza per stilare una lista delle più svariate tipologie di esseri maschili con cui ho avuto a che fare fino a questo momento.

  1. Quello che promette mari e monti ma alla fine ti ritrovi al massimo una palude stagnante: questa categoria di uomini è assai diffusa e molto insidiosa poiché non è sempre facile capire se il soggetto in questione stia bluffando o meno. Di solito la conversazione parte via sms o chat e si passa ben presto da argomenti di tutti i giorni a tematiche più "accese". In genere il millantatore ti fa intendere con giri di parole più o meno espliciti di essere un esperto amatore ed è più facile per la donna ignara cadere nella trappola se è da un po' che non pratica la nobile arte. Si sa, l'astinenza annebbia le capacità di discernimento. Se la sventurata non riesce a capire in tempo in che guaio si sta cacciando si ritroverà ben presto in una situazione spiacevole. Generalmente una volta che il nostro eroe (si fa per dire) ha la possibilità di dimostrare concretamente ciò di cui va tanto fiero è il momento in cui tu vorresti trovarti a 100 mila chilometri da lì. Ammesso che riesca a compiere le sue funzioni in un lasso di tempo non imbarazzante per sè e per gli altri, in genere non sa nemmeno da che parte stia il clitoride (No guarda, non ci siamo! Ma nemmeno per sogno, dove lo stai cercando?!) e una volta terminata l'agonia ha anche il coraggio di chiederti se ti è piaciuto.
  2. Il Distruttore: il lato positivo di questa categoria di uomini è che tendono a essere molto passionali e a prendere ben volentieri l'iniziativa. Il che è un bene se non fosse che presi dall'impeto del momento si tramutano in macchine distruttrici. Sono un po' come dei Transformers: pensando di avere badili al posto delle mani, una ruspa al posto della lingua e un martello pneumatico al posto del pene partono all'attacco della malcapitata che cerca in tutti i modi, ahimè invano, di far capire loro che ci troviamo su un letto a fare sesso, non in un cantiere di demolizioni. Al termine della lotta (perché di questo si tratta) il parente terrestre di Optimus Prime non ti lascia mai insoddisfatta o delusa, ma come parte integrante del pacchetto ti porti a casa anche una serie di lividi e dolori articolari un po' ovunque.
  3. Quello che non si arrende mai: vi auguro con tutto il cuore di non avere mai a che fare con questo genere di esseri maschili. Nonostante numerosi e netti rifiuti lui insiste imperterrito nell'inseguire il suo obiettivo. Prima prova l'approccio romantico, condito di invito a cena e messaggini adulatori. Visto il fallimento del primo tentativo (Se non ti rispondo, fatti delle domande Cristo Dio!) decide di passare al piano B, che consiste nel farti apprezzamenti più diretti e proporsi in maniera più baldanzosa nella vana speranza di prenderti evidentemente per sfinimento. Non importa quante volte declinerai spudoratamente i suoi inviti, quante volte non gli risponderai affatto, lui non si arrenderà. Lui tornerà periodicamente alla carica come se ogni rifiuto accumulato si cancellasse automaticamente dalla sua memoria dopo 15 giorni. Se non altro, una nota di merito va alla tenacia.
  4. Quello che lancia il sasso e nasconde la mano: allora, questi sono tra quelli che mi fanno più incazzare in assoluto. Una volta lanciato il sasso bisogna anche avere il coraggio di andare a vedere dov'è caduto, invece che tirare indietro la mano e fare come se niente fosse successo. No no, miei cari, non si fa così! Se lo incontri una sera in discoteca che fa il gallo e lo spigliato con tanto di lingua e mani che vanno ovunque, la volta successiva in cui vi incontrate pare logico aspettarsi di completare l'opera. E invece no, 'sto mona ti porta a prendere un gelato del cazzo (che offri pure tu, tra le altre cose!) e dopo un'ora scarsa ti dice che ha sonno e andrebbe a letto. Con tutta la buona volontà non riesci a nascondere troppo bene la tua espressione interdetta eppure il coglione ha anche il coraggio di chiederti un passaggio fino a casa. E il tempo che hai sprecato a depilarti alla perfezione per lui dove lo mettiamo?! Crepa te e tuoi gelati di merda!
  5. Il caso patologico: e qui siamo giunti al capolinea, alla situazione estrema, all'esemplare che più esula dalla mia comprensione. In apparenza sembra tutto regolare, tutto perfetto. L'attrazione c'è, l'intesa c'è, gli interessi comuni ci sono e siete entrambi single. Cosa potrebbe mai succedere per rovinare questa splendida prospettiva? Niente. Nel senso che infatti non succede proprio un bel niente. Prima passa tutta la sera a parlare con te poi quando è ora di salutarsi non ha nemmeno le palle di chiederti il numero di telefono (e quindi qui sei tu che per l'ennesima volta devi fare la parte dell'uomo). Poi sembra prendere coraggio e parte una corrispondenza che pare promettere bene. Che la parvenza  che sia affetto dall'ormai diffusissimo morbo della "senza-pallite" fosse solo un'impressione? Rinfrancata da questa speranza già pregusti il raggiungimento dell'agognato obiettivo. Arriva addirittura a scriverti messaggi che farebbero arrossire Eva Henger ma quando tu gli proponi finalmente di rincontrarvi lui cosa fa? Non ti risponde, signori! La tua richiesta cade drammaticamente nel vuoto e tu ti senti irrimediabilmente cogliona. Ma io dico, ma sei normale?! Una volta c'erano gli uomini che avevano paura di impegnarsi e andavano cercando solo la scopata, adesso siamo scesi addirittura al livello ancora inferiore. Non si sforzano nemmeno più di racimolare la classica "botta e via", ma sembrano accontentarsi della semplice idea di essere cercati, di essere desiderati. Mentre le donne sono quelle che spesso vengono accusate di "non darla via" a me sembra che ultimamente quelli che si crogiolano nel loro ego senza fare quel passo in più siano sempre di più i cari maschietti. Per la disperazione di tante donzelle, due delle quali in preda al panico coniarono la frase che ormai è proverbio: "Ma cosa deve fare una per farsi scopare?"
Per oggi dal fronte It's All About The Sex [cit. Sex - Motley Crue] è tutto.

venerdì 20 aprile 2012

Le 50 cose che mi mancano del Giappone

  1. La mia piccola e lurida stanza 520 costantemente avvolta nella polvere
  2. Il mio scomodissimo materasso 
  3. Il mio scomodissimo cuscino 
  4. Scrivere insulti sulla lavagna della hall del dormitorio verso quelli che non riportavano le aspirapolveri 
  5. Le merdate del conbini
  6. Accamparsi al McDonalds per aspettare il primo treno del mattino
  7. Programmi televisivi dove la gente parla per ore di cazzate mostruose
  8. Ritrovarsi a dire "Ommioddioccheccariiiiino!" un po' troppo spesso
  9. I giapponesi che spintonano come pazzi nelle discoteche
  10. Io che, adeguandomi ai giapponesi, spintono come una pazza nelle discoteche
  11. Uscire dalla discoteca alle 5 del mattino e fare colazione da McDonalds con il ソーセージマフィン [=sausage muffin] 
  12. La particolare intonazione dei commessi di Forever 21 nel dire いらっしゃいませ~、どうぞゆっくりご覧くださいませ~ [= Benvenuti, prego guardate pure con calma!]
  13. Forever 21
  14. I buttadentro delle izakaya che ti urlano nelle orecchie
  15. I "tizi che indicano"
  16. I 20 minuti a piedi dal dormitorio alla stazione di 飛田給 e tutte le possibili strade alternative tentate per evitare i conati di vomito (bè forse questo non mi manca poi così tanto) 
  17. I pugni sul muro della Giulia ogni volta che le linkavo delle foto di T.O.P
  18. I kaishain [= impiegati] che di venerdì sera vanno a ballare in giacca e cravatta perché arrivano direttamente dall'ufficio
  19. Non avere bisogno di guardare gli orari dei treni prima di uscire perché tanto ce n'è uno ogni 10 minuti
  20. Il karaoke nomihōdai [= all you can drink] fino alle 5 del mattino
  21. I Welcome party
  22. Mister Donut e il suo caffè che dopo 6 mesi "Non è poi così male!"
  23. Parlare liberamente delle persone accanto a noi in italiano perché "Tanto non capiscono" con la consapevolezza che "Prima o poi incontreremo uno che ha l'一級 [= livello madrelingua nelle certificazioni linguistiche] di italiano!"
  24. L'approssimativo cafè au lait delle macchinette dell'università
  25. La maionese giapponese (che è diversa dalla nostra e molto più buona!)
  26. L'alleanza Italia - Spagna
  27. Gli ascensori che parlano
  28. I camerieri che ti dicono 大変にお待たせいたしました[= mi scusi se l'ho fatta attendere così a lungo] *Ma se son qui da 1 minuto!!*
  29. Il ragazzo della security del Vanity che offre i cioccolatini alle ragazze in fila per il bagno
  30. Shinokubo
  31. Le giapponesi che girano in minigonna senza calze anche con - 5°C
  32. Gli esemplari di Shibuya
  33. Le banche che producono carte di credito coi personaggi dei cartoni animati
  34. Le purikura
  35. Mentire spudoratamente nelle happyō [= presentazioni orali] in classe
  36. L' umeshu [= una specie di vino fatto con le prugne]
  37. L'esperienza ultraterrena di salire sul treno durante le rush hours
  38. La pizza al formaggio del Kin-no-kura
  39. I quiz televisivi dove i concorrenti che non vincono si disperano come se avessero scommesso le loro case
  40. Stordirsi beatamente nei game center di Akihabara
  41. Essere sfidate a Tekken da un ragazzino e ovviamente essere stracciate senza pietà
  42. Non poter fumare per strada ma poter fumare nei locali
  43. Il katsu karee
  44. Salire sul treno e trovarci gente che dorme sul pavimento
  45. Le pubblicità imbecilli dove per qualsiasi cosa c'è qualcuno che canta canzoncine ridicole
  46. Ragazzi giapponesi che tentano di approcciarti in inglese con evidenti difficoltà e tu non sai se rivelare loro che parli anche giapponese o approfittare delle loro scarse capacità comunicative per tagliare il discorso
  47. Le crèpes チョコバナナ生クリーム [= cioccolata, banana e panna montata]
  48. Il Book Off
  49. Inventarsi i nomi dei templi 
  50. Tutto quello che mi sono dimenticata di scrivere nei precedenti 49 punti
Per oggi dal fronte Nostalgia Portami Via è tutto.

sabato 22 ottobre 2011

L'apparenza inganna, soprattutto in Giappone!

Mai come in questo periodo mi sento defraudata, gabbata, insomma fregata! Da cosa? Semplice, dal cibo giapponese.
Ora intendiamoci, io amo la cucina giapponese e non penso proprio che avrò problemi di denutrizione in questi sei mesi ma il punto è che, se vuoi evitare pesanti delusioni, non ti devi mai fidare delle apparenze! Tante belle confezioni colorate in mostra sugli scaffali, ripiani interi di dolcetti invitanti e gustose patatine...E INVECE NO!! Dovete stare attenti, il cibo giapponese è infido e bastardo! Grazie alla sua superba abilità data da anni di esperienza a spese di innumerevoli 外人 (= stranieri), si presenta in modo tale che tu creda di acquistare un determinato prodotto per poi farti rimanere tristemente deluso di fronte all'amara realtà. Per farvi capire meglio di cosa sto parlando vi farò alcuni esempi di vita vissuta:

1) Un paio di settimane fa, ancora inesperta e facile preda delle vili cibarie nipponiche, mi stavo aggirando per un conbini (negozietti che vendono un pò di tutto aperti 24 ore su 24 n.d.r.) alla ricerca di qualcosa che potesse diventare la mia colazione e la scelta è ricaduta su un sacchettino di croissants denominati バターロール (= butter roll). La sottoscritta, ignara della minaccia che si celava in quell'acquisto, e facendo fede alla sua mente italiana ha pensato si trattasse di brioches fatte con il burro. Il dramma si è consumato la mattina seguente quando mi sono approntata per fare colazione piena di speranze per poi scoprire con orrore che i suddetti croissants non erano fatti col burro ma bensì, ripieni di burro! Quella mattina ho saltato la colazione. Morale: il burro mi piace, ma c'è un limite a tutto!

2) Mi trovavo con la mia cara compagna di sventure Giulia (ciao Giulia!) all'interno del nostro supermercato di fiducia (nonché l'unico di nostra conoscenza nel raggio di 2 chilometri) con l'intento di procacciarci il cibo per i giorni a venire. La mia attenzione viene attratta da una confezione di spiedini di carne ricoperti da una salsa di cui ignoravo l'essenza. Medito, rimugino poi decido di comprarli. Le salse non mi spaventano, anche se ignote, metterei salse pure nel latte della colazione! La sera, imbandito il convivio, mi reco presso il microonde per dare una scaldata ai miei spiedini e iniziamo a mangiare. Il mio appetito viene improvvisamente violentato quando al primo boccone realizzo che la carne è disgustosamente grassa, dettaglio di cui non mi ero accorta essendo essa ricoperta della salsa beffarda (anche quella, tra l'altro, rivelatasi non particolarmente di mio gusto). Triste come un bambino che vede cadere a terra il gelato appena compratogli dalla mamma, finisco riluttante i miei spiedini osservandoli con sguardo depresso. Morale: mangia solo quello che puoi vedere.

3) Da quando sono qui in Giappone la mia carissima compagna di sventure Giulia (ri-ciao Giulia!) mi sta pericolosamente contagiando con il suo vizio peggiore. So che sono cose private e non dovrei rivelarle così senza ritegno, quindi cara Giulia ti chiedo scusa in anticipo per quello che sto per dire ma non posso più fare finta di niente. BASTA COMPRARE PATATINE! Dovete sapere che io e le patatine abbiamo sempre avuto un rapporto occasionale, difficilmente mi soffermavo nei reparti a loro dedicati, fino ad ora. E qui in Giappone si possono trovare davvero un'infinità di gusti e forme diverse ma tutte dal sapore rigorosamente indefinito. L'altro giorno siamo incappate in un sacchetto di patatine al burro (e daje!) che non erano né dolci né salate. Tuttavia erano buone, solo che non avremmo saputo definire di cosa sapessero. Si consiglia di evitare quelle ai piselli e quelle caramellate. Morale: se devo mangiare merda almeno che abbia un gusto preciso!

Potrei davvero andare avanti per ore, perché gli esempi sono infiniti, ma ora che ho quasi un mese di esperienza sulle spalle so come affrontare la sfida di fare la spesa in questo paese, e cerco di non farmi più fregare. Ma non bisogna mai abbassare la guardia, la minaccia dell'ennesima fregatura è sempre in agguato e non sai mai che forma potrebbe assumere. Un panino? O forse un pezzo di torta? Chi può dirlo, ma ricordate che più è invitante, più aumentano le probabilità che non sia quello che sembra.

Per oggi dal fronte Fidarsi E' Bene Non Fidarsi E' Meglio è tutto.

martedì 12 aprile 2011

Rock si nasce, non si diventa

Hardcore Superstar

Cronache di un evento memorabile: Hardcore Superstar @ Live Club - Trezzo sull'Adda (MI)

Crashdiet
Arrivo in loco ore 19,30 senza biglietto e già mi aveva preso l'ansia di restare fuori, ma per fortuna così non è stato! Inizio concerto ore 20 circa con i Crashdiet, ottimo gruppo sleaze, che ha cominciato ad accendere gli animi esordendo con un "Porco D..." per salutare i fans italiani! Ma che simpaticoni! A seguire The 69 Eyes che personalmente non amo molto e infatti hanno messo a dura prova la mia pazienza suonando per più di un'ora. Proprio di fianco a me tra l'altro c'era un folto gruppo di sostenitrici che strillavano ad ogni mossa di Jyrki quindi non ho potuto commentare più di tanto o avrei rischiato il linciaggio! Devo dire però che il batterista era qualcosa di incredibile! Grande talento e presenza scenica!
The 69 Eyes
Ore 22,30 passate finalmente entrano in scena gli Hardcore Superstar, accolti da un tripudio di mani alzate e boati da stadio (forse non se ne poteva più dei The 69 Eyes?? ) e attaccano subito con Sadistic Girls, uno dei pezzi più carichi dell'ultimo album. Momento Wild Boys memorabile, l'unico dove il pubblico (per il resto un pò scarico rispetto alle aspettative) ha dato il massimo! Perla della serata Here Comes That Sick Bitch Again, dove la meravigliosa voce di Jocke accompagnata solo dalla chitarra acustica di Vic ci ha regalato un momento davvero emozionante. Si ritorna subito su ritmi serrati con pezzi come Bag On Your Head e Last Call For Alcohol (che personalmente adoro alla follia!) durante il quale i nostri hanno invitato sul palco due persone dal pubblico, una ragazza (che era semplicemente terrorizzata) e un ragazzo che, preso in mano il basso di Martin, ha dato prova di una certa abilità!! Probabilmente era già tutto organizzato ma è stato comunque divertente! Conclusione in grande stile con We Don't Celebrate Sundays, che ha visto anche Crashdiet e The 69 Eyes salire sul palco per il gran finale. Prima di salutare il pubblico entusiasta gli Hardcore si sono concessi a lungo all'ovazione dei presenti. Da ripetere al più presto!

Voto: 9 e mezzo (perchè non hanno fatto Into Debauchery! )

Setlist Hardcore Superstar:
1.Sadistic Girls
2.Guestlist
3.Split Your Lip
4.Liberation
5.My Good Reputation
6.Wild Boys
7.Have You Been Around
8.Dreamin' In A Casket
9.Here Comes That Sick Bitch
10.Last Forever
11.Bag On Your Head
12.Dear Old Fame
13.Last Call for Alcohol
Encore:
14.Moonshine
15.We Don't Celebrate Sundays



Jocke Berg - Hardcore Superstar

Vic Zino - Hardcore Superstar

Vic e Jocke - Hardcore Superstar
All photos by Gaia Stefani

sabato 15 gennaio 2011

Una storia d'amore


"Ripeto: acqua è uguale a tempo, e l'acqua offre alla bellezza il suo doppio. Noi, fatti in parte d'acqua, serviamo la bellezza allo stesso modo. Toccando l'acqua, questa città migliora l'aspetto del tempo, abbellisce il futuro. Ecco la funzione di questa città nell'universo. Perchè la città è statica mentre noi siamo in movimento. La lacrima ne è la dimostrazione. Perchè noi andiamo e la bellezza resta. Perchè noi siamo diretti verso il futuro mentre la bellezza è l'eterno presente. La lacrima è una regressione, un omaggio del futuro al passato. Ovvero è ciò che rimane sottraendo qualcosa di superiore a qualcosa di inferiore: la bellezza all'uomo. Lo stesso vale per l'amore, perchè anche l'amore è superiore, anch'esso è più grande di chi ama."

da Fondamenta degli Incurabili, Iosif Brodskij

sabato 27 novembre 2010

E' difficile quasi come volare



Perchè in fondo, tutti vogliamo amarci un pò.

martedì 16 novembre 2010

Vedo la gente scema

La domanda che sorge spontanea è: perchè? Perchè ostinarsi nel voler comprendere il funzionamento delle sinapsi che avvengono (se avvengono) nei cervelli altrui? Per quanto ci si sforzi, non si raggiungerà mai un risultato soddisfacente, ma un risultato sarebbe già un lusso. E invece ci si accanisce in questa attività snervante, che ci porta via un sacco di energie tra l'altro. Insomma pensare costa fatica! Per cosa poi? Ritrovarsi sempre al punto di partenza, ovvero non aver compreso proprio un cazzo!

Riconosco che non tutti gli esseri umani di questo mondo possono ragionare come me, ma almeno gli esseri umani che hanno a che fare con me potrebbero farmi questo favore?! Così, giusto per risparmiarmi questo continuo giramento di ingranaggi (e di maroni) che a lungo andare diventa logorante. Grazie!

Per oggi dal fronte Non Ti Capisco E Non Ti Capirò Mai è tutto.

martedì 12 ottobre 2010

Sarà colpa dell'autunno

Un gesto, una parola, uno sguardo:
Mi aggrappo disperatamente al più piccolo segnale
che mi dia la sensazione,
seppur debole
di essere meno sola.

Divisa tra la consapevolezza di questa illusione
e il desiderio che diventi realtà.

martedì 21 settembre 2010

Coming soon: Inception by C. Nolan



Dopo Gangs of New York Leonardo di Caprio ha cominciato a scalare rapidamente la mia classifica di Top Actors, chissà se si confermerà anche stavolta! Io dico di sì!

venerdì 10 settembre 2010

Amore che vieni, amore che vai

Ho tante cose in testa che vorrei provare a scrivere, ma i pensieri non riescono a prendere forma. Sembra impossibile, dopo due anni e sette mesi, avere il vuoto nel cervello ma è così. Pomeriggio piacevole se non fosse per il fatto che ero portatrice di infauste notizie. Sembrava quasi fossimo tornati indietro nel tempo, come se quella notte di capodanno non fosse successo proprio nulla. Ma è successo. A questo punto devo dire purtroppo o per fortuna? Forse nessuna delle due, è successo e basta. Doveva succedere e non sono pentita di aver creduto che fosse possibile. E ci credevo davvero, fino a qualche mese fa.

So di aver preso la decisione giusta, nessun ripensamento, niente rimorsi. Però è una merda, cazzo, una gran merda. Probabilmente ho lasciato andar via l'unica persona che mi abbia mai conosciuto e capito davvero fin'adesso e che per me avrebbe fatto qualsiasi cosa. Ma evidentemente non mi bastava. E che cazzo vuoi di più penserete voi! Già, che cosa voglio? Bella domanda!
E adesso è come essersi improvvisamente risvegliati dopo anni di coma vegetativo e rendersi conto che tutto quello che prima conoscevi ora ti è estraneo. Le tue certezze svanite, i tuoi punti di riferimento non ci sono più e devi ricominciare da capo per costruirti una nuova vita. E visti gli scarsi prodotti che offre il mercato l'entusiasmo è sotto la suola delle scarpe.

Forse il nostro non è stato un addio, ma un arriverderci. Perchè ciò che ci ha uniti quasi tre anni fa non svanisce così facilmente come l'amore. Forse il nostro destino era essere amici, ci abbiamo provato a fare qualcosa di più, ma si sa il destino non si può cambiare.

Per oggi dal fronte Nuovo Inizio è tutto.

mercoledì 8 settembre 2010

Chi si accontenta gode. Ma anche no!

Chi si accontenta gode?? Ma quando mai! Chi si accontenta si fa schifo da solo perchè avrebbe voluto non accontentarsi, avrebbe voluto il massimo che per motivi vari non è stato possibile quindi cosa si fa? Ci si accontenta, per forza. Ma non si gode per niente, anzi ci si incazza e ri-incazza!
Quindi smettiamola di usare questi modi di dire inventati palesemente per mettere delle pezze consolatorie a situazioni poco gradevoli in cui si sono ritrovati i nostri antenati. Basta! Io dico "Chi si accontenta poi gli girano i maroni". Diffondete il verbo grazie!

Per oggi dal fronte Proverbi Del Cazzo è tutto.

domenica 5 settembre 2010

Confusion is a fundamental state of mind (Sanity - Bad Religion)

La confusione è un fondamentale stato d'animo diceva un certo Greg Graffin (se non sapete chi sia, male molto male, andate a cercare su Google!). Niente di più vero.
[Perdonatemi la nota linguistica, ma ho sempre trovato curioso il fatto che se cerchi la traduzione inglese di animo ti vengano date due voci opposte una di fianco all'altra: mind (mente), hearth (cuore). Mah questi stranieri chi li capisce poi è bravo!]

Tornando a noi, stasera alle ore 23 circa mi dev'essere scattato qualcosa nel cervello (o nel cuore? No no nel cervello!) dato che dopo aver arrancato tutto il giorno con una composizione scritta sul problema dei senzatetto a Bologna, ho concluso in breve tempo l'ultima parte con gran soddisfazione per le mirabolanti frasi che sono riuscita a creare! Grande mago! Sarà per questo che ora mi si è aperta la vena della scrittura e sono in modalità flusso di coscienza. Vi chiedo perdono, l'esame si avvicina, io non so se ridere o piangere (nel dubbio rido, per piangere devi muovere molti più muscoli e mi vengono le rughe!) e quindi non cercate un senso in quello che state leggendo. Non lo troverete.

La confusione regna sovrana, in ogni momento, in ogni cosa. Non passa giorno che non facciamo confusione, pensateci e vi renderete conto che è così. Pensiamo di essere usciti di casa con tot soldi e invece ci ritroviamo a pranzare con dei crackers delle macchinette perchè nel portamonete abbiamo trovato solo 50 centesimi. Manco bastano per prendere anche da bere. Mangiamo a secco, non importa. Vogliamo a tutti i costi combinare 24,369 impegni dell'arco della stessa giornata, pur sapendo che è fisicamente impossibile, imperterriti ci intestardiamo e mandiamo a puttane due ricariche per chiamare e richiamare tutte le persone con cui abbiamo un appuntamento perchè regolarmente qualcosa va storto e bisogna riorganizzare tutto da capo. Stiamo messaggiando con tre persone contemporaneamente e non manca volta in cui qualcuno riceve un messaggio destinato ad un altro. Se ci va bene c'era scritto l'orario di ritrovo per lo spritz pomeridiano con gli amici, se ci va male era il messaggio carico di allusioni sessuali che volevamo mandare al tipo/alla tipa conosciuto/a la sera prima in discoteca. Si spera almeno che il terzo interlocutore virtuale non sia nostra madre. Mancano due giorni all'esame tal dei tali, abbiamo studiato l'impossibile, letto e riletto ogni cosa MA.........salta sempre fuori qualcosa che non sapevamo fosse da fare! Sequela di bestemmie e chiusura del libro accompagnata dal pensiero "Speriamo non me lo chieda!". Ma si sa, chi vive sperando......................!

Potrei andare avanti all'infinito, perchè veramente facciamo un sacco di confusione ogni giorno. Non si arriva mai a fine giornata che tutto è andato come avremmo voluto, succede sempre qualche fatto imprevisto. Per esempio, in questo momento ho già fatto un bel casino dato che mancano 10 minuti all'una e sono ancora qui a sparar cazzate sapendo che domani a causa di queste ore di sonno perse non mi alzerò mai presto. Non alzandomi all'ora prevista, studierò meno rispetto a quanto programmato e questo andrà a compromettere il già più che compromesso esame di giapponese. E se l'esame va male sai te che confusione dopo!

Per oggi dal fronte Stato Confusionale Pre- Esame è tutto.

mercoledì 1 settembre 2010

E adesso?

E adesso? Non saprei proprio risponderti. Una cosa sola la so però: sto bene e se sto bene vuol dire che mi piace e se mi piace allora è la cosa giusta e se è la cosa giusta continuo a farla e chissenefrega.

Per oggi dal fronte Nuove Consapevolezze è tutto.

lunedì 16 agosto 2010

Quando cadono i miti

Mai capitato di pensare "A me questa cosa non succederà mai" oppure "Figuriamoci! Io non farò mai una cosa del genere"? Sicuramente sì. E poi quando improvvisamente vi rendete conto che quello che pensavate impossibile è già successo o sta succedendo prima ancora che voi ve ne accorgiate? PANICO.
E' come qualcosa che si rompe in mille pezzi ma senza fare rumore o come se una parte del vostro cervello rimasta inattiva fino a quel momento tutto d'un tratto si avviasse e iniziasse a fare i cazzi suoi e voi pensate "Oh ma che è sta storia?? E tu chi sei? Che diavolo stai facendo?!". Perchè vi sembra di non essere voi quelli che pensano, dicono o fanno determinate cose. E lì vi chiedete se avete sbagliato fin'adesso oppure se è adesso che state sbagliando. Una delle due deve essere la risposta. Il problema è capire quale.
O forse invece non c'è un giusto e uno sbagliato, forse è normale che ad un certo punto della vita si decida, più o meno volontariamente, di cambiare rotta. Anche se siete ancora piuttosto convinti che sia una grandissima cazzata continuate a pensarci, non potete levarvela dalla testa, è sempre lì. Quindi, forse, non è proprio una cazzata. Magari non così grande, forse. Una grande cazzata che però avete voglia di fare. La domanda è: dobbiamo seguire il buon vecchio cervello con cui abbiamo avuto a che fare fin'adesso e che conosciamo benissimo o invece fare affidamento su quella piccola parte della nostra mente che ha deciso di risvegliarsi proprio ora della quale non sappiamo nulla e che forse ci farà fare solo danni? Chi è a conoscenza della soluzione per favore mi chiami al seguente numero 339 31 38 XXX. Grazie
Tutta colpa della crisi da quarto di secolo!

Per oggi dal fronte Strani Risvegli è tutto.

venerdì 2 luglio 2010

Strange session

Finalmente sono finiti gli esami. Eh che bello! -.-'
Per la prima volta nella mia carriera universitaria non provo il classico senso di leggerezza che ti pervade quando esci dall'aula dopo l'ultimo esame. Sarà che detesto gli esami farsa, sarà che mi attende un'estate di studio, sarà che sono assillata da mille pensieri ma non mi sento proprio come dovrebbe sentirsi una che ha finito gli esami. Finitiiii, basta, via i libri, vacanze. Sì ok aspetta che esulto. A volte penso che la mia insoddisfazione perenne mi porterà alla depressione! Devo fare qualcosa!

Per oggi dal fronte Insoddisfazione Perenne è tutto.

mercoledì 19 maggio 2010

Italia S.p.a.? No grazie, preferisco espatriare!

Premessa
Vorrei chiarire fin da subito che con questo post non intendo fare politichetta o arringhe anti-berlusconiane, ma semplicemente cercare di esternare le mie riflessioni, ancora a caldo, a livello assolutamente personale.

Non saprei definire con precisione la sensazione che ti rimane dentro mentre e dopo la visione di questo film. Disgusto? Indignazione? Pietà? Incredulità? Forse un miscuglio di tutto riassumibile in una sola semplicissima parola: SCHIFO. Un gran bello schifo, termine che spesso e volentieri mi viene da associare al nostro beneamato Presidente del Consiglio, chissà come mai, oltre che a tutto il suo codazzo di protetti che sbavano di fronte all'idea di lauti guadagni, possibilmente ai danni della brava gente. 

Quello che mi ha impressionato di più, come sempre, è l'ignoranza del popolo che spesso sconfina nell'ingenuità più sconfortante. Mi sono venuti i brividi nell'ascoltare la testimonianza dei sopravissuti che osannano Silvio per averli salvati donando loro una nuova casa (che in realtà in comodato d'uso!). Comprensibile certo, ma vedere come in queste persone si sia realizzato il perfetto "suddito berlusconiano" che non sa e non vuole sapere mi inquieta. E anche quando sa, non si pone il problema, ci ride su, chiude un occhio come si perdona la marachella al bambino di cinque anni perchè è piccolo.

Un altro elemento che colpisce è il paesaggio. Un paesaggio desolato, triste e cupo, un paesaggio post-bellico dove gli edifici distrutti sono stati abbandonati, nelle strade non si vede anima viva e il silenzio è agghiacciante. Una vera città fantasma presidiata dai militari. E ci si chiede perché? Perché lasciar morire così una città, tra l'altro ricca di storia? Perché spendere cifre esorbitanti per case nuove di zecca, ma fredde e con intorno il nulla quando con la metà dei soldi probabilmente sarebbe stato possibile ricostruire molti degli edifici danneggiati del centro? La risposta la sappiamo ed è sempre quella. E' l'unica cosa che sembra muovere il mondo. Non importa se qualcuno ne soffrirà, non importa se va contro la morale o l'etica o semplicemente l'onestà personale, non importa nulla. Basta che io ci guadagni qualcosa. Perché è questo che conta. GUADAGNARE. Sempre e comunque, il più possibile, senza il minimo scrupolo. E perché farsene d'altronde? Chi può fermarli?

L'intervista finale (della quale purtroppo non ricordo le parole esatte) è stata il colpo di grazia che ha mandato in pezzi una delle mie convinzioni in questo momento buio per l'Italia. Ma sì dai, non può durare ancora molto. Gli italiani non possono essere così stupidi. Prima o poi tutto questo finirà e potremo lavorare per tornare a essere un paese civile. Sì ho detto civile. Perché un paese dove le disgrazie sono sfruttate per far guadagnare i più potenti, dove l'individualismo più sfrenato ha portato a governare l'Italia come una società per azioni, dove si cerca ogni giorno di imbavagliare le voci fuori dal coro e offuscare le informazioni NON è civile. Nossignore. Viene da pensare che tutto questo non può durare. E INVECE NO, DURA!


Per oggi dal fronte Bello Schifo è tutto.

mercoledì 5 maggio 2010

Un week end al bar Botero: studio antropologico del cliente tipo al camping Florenz (Lido degli Scacchi - FE)

Lavorare in un bar, a mio avviso, è uno dei mestieri più interessanti che ci siano sulla piazza. Sicuramente ti distrugge fisicamente ma ti permette di osservare un sacco di gente, e di trarne le relative conclusioni. Lo scorso week end mi ha visto all'opera dietro il bancone del bar Botero, presso il camping Florenz dove lavorerò anche quest'estate e posso dire di aver individuato alcune tipologie di cliente che si ripresentano immancabilmente ogni anno:

1) Il beone che vuole socializzare
Di solito questo personaggio passa la sua giornata al bar partendo dalla mattina con la colazione, verso le 10 caffè corretto, a mezzogiorno aperitivo, dopo pranzo caffè e amaro, nel pomeriggio birretta, prima di cena aperitivo, dopo cena caffè, ammazzacaffè e altri alcolici vari ed eventuali finchè il bar non gli chiude le porte in faccia. Sono sempre uomini, generalmente simpatici che non appena leggono il tuo nome sul cartellino di riconoscimento ti chiamano per nome ogni santa volta, spesso anche quando non hanno bisogno di nulla. Piccolo problema: quando cominciano ad essere ubriachi (e molesti) non sai come fare per liberartene. Lui ha taaaaanto spazio d'azione, tu no. Tu hai quei 6/7metri per 1 che ti concede il bancone del bar e non puoi scappare nè trovare scuse per allontanarti. Unica soluzione: SOPPORTARE e sperare che si stanchi presto.
NOTA: quando il soggetto in questione è pure straniero (per esempio tedesco) il gioco si fa duro. Già vorresti terminarli all'istante se poi ti tocca sforzarti per capire cosa vogliono dire (e rispondere di conseguenza) è la volta buona che corri in bagno fingendo un attacco fulminante di diarrea.

2) Il tamarro autoctono
Il tamarro autoctono è un genere in rapida riproduzione ogni anno e non accenna a diminuire. Il look più classico prevede pantalone a vita iper-bassa che mette in bella vista le mutande (se ti va bene) dei colori più aberranti, cintura con fibbia pacchiana di qualche firma (spesso tarocca, comprata in spiaggia dai neri), magliette e/o maglioncini attillati anche quando Madre Natura non gli ha dato le facoltà fisiche per indossare certi vestiti, capelli ingellati che modella secondo le forme più impensate manco fossero fatti di plastilina oppure cappellino da baseball rigorosamente appoggiato (mai calzato) sulla testa. Di solito il soggetto si presenta al bar tre minuti prima della chiusura serale con il suo codazzo di amici tamarri ordinando una quantità industriale di roba da bere (e costringendoti quindi a fare almeno altre due lavastoviglie). Tu sei stanco come un cammello che ha fatto 100 km nel deserto senza mai fermarsi e vorresti cacciarli a pedate ma ti costringi a sorridere esibendo un cortese "Prego, ditemi!". Dopo un quarto d'ora di consultazione chiassosa condita da bestemmie a caso finalmente hanno deciso cosa prendere, consumano le loro bevande e se ne escono sempre urlando e schiamazzando. Non manca mai qualche rutto di commiato.
In genere sono maleducati e ti guardano con aria di strafottenza anche quando ti ordinano un caffè. Ignorano l'esistenza del congiuntivo e vivono in un mondo tutto loro fatto di birre, bestemmie, sigarette, droghe varie, discoteca, calcio e figa. Non conoscono altri stili di vita. Spesso vengono paragonati ai gasteropodi come livello intellettivo.
Un nota di riguardo va anche alla tamarra, che spesso è peggio della sua controparte maschile. Si veste di tutto punto anche solo per andare a comprare il latte al market, ma spesso non sa camminare sui tacchi 12 che indossa e si muove goffamente tra risolini e schiamazzi da gallina, credendo forse di essere attraente per il sesso opposto (e spesso è così!!).
NOTA: spesso il tamarro autoctono fa comunella con il tamarro immigrato (di solito vengono da Torino o Milano oppure da un generico Sud) e allora si salvi chi può.
 
3) Lo straniero intenditore
Questo personaggio è molto particolare quanto in continua crescita. Solo perchè spiccica due parole in italiano pretende di conoscere meglio di te come preparare uno spritz o un cappuccino. Riporto qui di seguito un esempio:
Una coppia di olandesi ha ordinato uno spritz Campari ma non è soddisfatta e dopo 5 minuti torna indietro:
Marito: "Mi scusi, ma questo è Campari?"
Io: "Sì perchè?"
Moglie: "Mmh, è diverso! Al bar della spiaggia non era così.."
Io: "No guardi è impossibile, ho usato quello!" (e indico la bottiglia)
Marito: "Eh sì..la bottiglia è quella, ma dentro cosa c'è???"
Io (sempre più sconvolta): "Mi dispiace signore non so cosa dirle..io mi limito a servire, non sono responsabile degli acquisti."
Marito: "Eh ma colore..colore è diverso e anche sapore..."
Io: "Adesso allora lo assaggio!"
Io (dopo aver assaggiato il Campari): "Guardi non sono un'intenditrice ma mi sembra normale.."
La coppia poco convinta scuote la testa e se ne va parlottando tra sè e sè di chissà quale raggiro. Io e il mio collega ci guardiamo allibiti.
 
4) L'anziano coccoloso
Questo tipo di cliente è tra quelli che vorresti sempre avere. Non si lamenta, non sbuffa se lo fai attendere un nanosecondo, saluta sempre quando arriva e quando se ne va. In genere è solo, o almeno al bar ci viene da solo e nel 90% dei casi ordina un bianco frizzante, a qualsiasi ora del giorno. Più glielo fai abbondante, più ti guadagnerai la sua simpatia. Spesso ha voglia di chiacchierare del più e del meno e ti fa complimenti a caso. Viva gli anziani coccolosi!!
 
5) Quello che vuol fare il simpatico a tutti i costi
Tra tutte le tipologie di clienti questa è tra quelle che odio di più ma poichè mi trovo al di qua del bancone vale sempre la solita regola: sopportare e assecondare!
In genere è un uomo di mezza età, nè brutto nè bello, ma che si crede un gran simpaticone e si diletta a sparar cazzate che non farebbero ridere neanche lo zio Albert di Mary Poppins. Se le dice e se le ride insomma e tu non puoi far altro che fingere di divertirti un mondo anche se vorresti sparire dentro il fabbricatore di cubetti di ghiaccio.
 
6) Il bambino svarionato
Questo punto non descrive una categoria ben definita ma vuole raccontare un episodio assurdo capitato ben due volte con bambini diversi.
Bambino: "Ciao!"
Io: "Ciao! Dimmi"
Bambino: "Mi dai 10 euro?"
Io (dopo 5 secondi di silenzio attonito): "Eh??"
Bambino: "Eh..sì volevo chiedere se mi puoi dare 10 euro per giocare ai videogiochi"
Io (non sapendo più se ridere o piangere): "No guarda, io non posso mica darti dei soldi dalla cassa, capisci? Devi chiederli alla mamma o al papà!"
Il bambino mi fissa visibilmente deluso e dopo aver risposto con un eloquente "Ah.." se ne va a testa bassa.
Genitori state attenti a quello che mangiano i vostri figli. Gira roba strana in quel campeggio.

Per oggi dal fronte Antropologia del Cliente è tutto.

giovedì 29 aprile 2010

Un tentativo

In occasione del mio primo quarto di secolo mi prendo l'impegno (perchè di questo di tratta) di aprire un nuovo blog dopo mesi e mesi di inattività. Magari non durerà nemmeno una settimana ma io ci provo. Chiedo umilmente venia per il pessimo layout ma devo ancora capire bene come funziona.

Per oggi dal fronte Cazzeggio è tutto.